Ras Shamra è il villaggio siriano moderno, dove è stata fatta una delle scoperte più importanti dell'archeologia mondiale; esso è il simbolo dello scambio e della commistione interculturale. Il centro antico, capitale del regno di Ugarit, era il fulcro di commerci e del potere medio orientale nel II millennio a.C. Durante gli scavi vennero trovate migliaia di testimonianze scritte in varie lingue, come il sumerico, l'accadico, l'urrita, l'ugaritico, il cipriota, l'egizio, l'ittita, evidente segno della centralità sociale e politica di quella civiltà e della sua capacità di attrarre interesse in tutta l'area mediterranea con notevoli effetti sulle produzioni artistiche ed artigianali e sulle nuove iconografie e stilemi decorativi, che si sarebbero diffusi nei secoli successivi. Ma il fatto più straordinario fu che i Fenici, attratti da questo fervore commerciale e culturale, ebbero modo di scoprire e sviluppare l'alfabeto, che sarebbe divenuto la fonte del miracolo culturale 'occidentale', mediante il suo trasferimento ai Greci sempre in terra di Siria (probabilmente nell'emporio di Al Mina alla foce del fiume Oronte). Curiosità, coraggio di conoscere, accettazione della diversità, sviluppo dell'innovazione tramite l'apprendimento sono alcune tematiche che Ras Shamra-Ugarit ci insegna ancora oggi e che rivela una chiave per lo sviluppo possibile del futuro. Il melting pot, la fusione multiculturale e multilaterale delle interpretazioni, consente di avviare un dialogo tra arti di continenti e percezioni diversi che quotidianamente si intersecano e si contaminano in un processo di amalgama mediatico e di tragedie universali condivise. Guerre dimenticate, carestie, malattie endemiche, fashion-manie massmediali, emergenze planetarie sono alcuni dei temi che quotidianamente assillano la comunità globale e che l'artista riesce a disarmare, leggendo dettagli e trasferendoli con il proprio linguaggio all'uomo qualunque. Il piccolo centro di Ras Shamra diventa emblema di come le dinamiche insediative e culturali cambino nella storia e di come il piccolo paese di Castellina Marittima possa diventare fonte di creatività, originalità ed apprendimento, nonché di sviluppo ed innovazione, a patto che si riesca a dare voce a più punti di vista e a farli incontrare pubblicamente nella consapevolezza delle reciproche realtà.
Raffaela Maria Sateriale nasce a Muri nel Cantone svizzero di Argovia nel 1964.
Trascorre l'infanzia nella provincia di Avellino, dove si rivela precoce pittrice e poetessa.
Nel 1975 si trasferisce con la famiglia in Toscana: continua gli studi e rafforza la padronanza nella pittura, soprattutto ad olio.
Cominciano così le prime mostre e la partecipazione a premi d'arte. Nel 1989 espone a ETRURIA ARTE, I Mostra di Arte Contemporanea a Venturina, sotto la direzione artistica di Renzo Mezzacapo. Nei primi anni novanta intraprende attività imprenditoriali nel settore della moda, che le permettono di approfondire il rapporto tra libera creazione e impiego di materiali alternativi. Nel 1995 si trasferisce in Tunisia per ricoprire ruoli tecnici e direttivi sempre nel settore della moda.
Sono gli illimitati paesaggi magrebini e presahariani che la conducono attraverso sperimentazioni cromatiche e materiche.
Il ritorno in Italia nei primi anni 2000 coincide con l'avvio della direzione artistica dello spazio espositivo presso l'Ecomuseo dell'Alabastro di Castellina Marittima. Espone nel frattempo a Livorno (Effetto Venezia, 2001), Pisa (ITART, 2003, citazione di merito da parte della giuria presieduta da Bruno Pollacci), Firenze (Consiglio Regionale della Toscana, 2004), Castellina Marittima (Ecomuseo dell'Alabastro, 2006 e 2008), Cascina (Euro Hotel, 2007). La produzione diventa eclettica e gli spunti si moltiplicano nei contenuti e nei media impiegati. Nasce così un corpus eterogeneo che si articola per pittura, scultura, fotografia, video art, installazioni e performance, che hanno animato e sostanziato le mostre personali (Tunisia, 2001, Cecina 2004 e 2005, Livorno 2004 e 2006, Asciano di Siena, 2008) e consentito partecipazioni e riconoscimenti prestigiosi in Italia (2° premio sezione video, Premio Arte Donna, Provincia di Livorno, 2009) e all'estero (Concorso d’arte “Premios de la IX Mostra Internacional UNION FENOSA”, A Coruña, Spagna, 2006; Salone “Art du Nu 2006”, Espace Champerret, Parigi). Negli ultimi anni ha realizzato lavori di grafica editoriale e pubblicitaria, dedicandosi altresì al settore tessile mediante l'ideazione e la creazione di disegni per stoffe.
Le sue opere si trovano in collezioni private in Italia e all'estero.
Ras Shamra è il villaggio siriano moderno, dove è stata fatta una delle scoperte più importanti dell'archeologia mondiale; esso è il simbolo dello scambio e della commistione interculturale. Il centro antico, capitale del regno di Ugarit, era il fulcro di commerci e del potere medio orientale nel II millennio a.C. Durante gli scavi vennero trovate migliaia di testimonianze scritte in varie lingue, come il sumerico, l'accadico, l'urrita, l'ugaritico, il cipriota, l'egizio, l'ittita, evidente segno della centralità sociale e politica di quella civiltà e della sua capacità di attrarre interesse in tutta l'area mediterranea con notevoli effetti sulle produzioni artistiche ed artigianali e sulle nuove iconografie e stilemi decorativi, che si sarebbero diffusi nei secoli successivi. Ma il fatto più straordinario fu che i Fenici, attratti da questo fervore commerciale e culturale, ebbero modo di scoprire e sviluppare l'alfabeto, che sarebbe divenuto la fonte del miracolo culturale 'occidentale', mediante il suo trasferimento ai Greci sempre in terra di Siria (probabilmente nell'emporio di Al Mina alla foce del fiume Oronte). Curiosità, coraggio di conoscere, accettazione della diversità, sviluppo dell'innovazione tramite l'apprendimento sono alcune tematiche che Ras Shamra-Ugarit ci insegna ancora oggi e che rivela una chiave per lo sviluppo possibile del futuro. Il melting pot, la fusione multiculturale e multilaterale delle interpretazioni, consente di avviare un dialogo tra arti di continenti e percezioni diversi che quotidianamente si intersecano e si contaminano in un processo di amalgama mediatico e di tragedie universali condivise. Guerre dimenticate, carestie, malattie endemiche, fashion-manie massmediali, emergenze planetarie sono alcuni dei temi che quotidianamente assillano la comunità globale e che l'artista riesce a disarmare, leggendo dettagli e trasferendoli con il proprio linguaggio all'uomo qualunque. Il piccolo centro di Ras Shamra diventa emblema di come le dinamiche insediative e culturali cambino nella storia e di come il piccolo paese di Castellina Marittima possa diventare fonte di creatività, originalità ed apprendimento, nonché di sviluppo ed innovazione, a patto che si riesca a dare voce a più punti di vista e a farli incontrare pubblicamente nella consapevolezza delle reciproche realtà.
Raffaela Maria Sateriale nasce a Muri nel Cantone svizzero di Argovia nel 1964.
Trascorre l'infanzia nella provincia di Avellino, dove si rivela precoce pittrice e poetessa.
Nel 1975 si trasferisce con la famiglia in Toscana: continua gli studi e rafforza la padronanza nella pittura, soprattutto ad olio.
Cominciano così le prime mostre e la partecipazione a premi d'arte. Nel 1989 espone a ETRURIA ARTE, I Mostra di Arte Contemporanea a Venturina, sotto la direzione artistica di Renzo Mezzacapo. Nei primi anni novanta intraprende attività imprenditoriali nel settore della moda, che le permettono di approfondire il rapporto tra libera creazione e impiego di materiali alternativi. Nel 1995 si trasferisce in Tunisia per ricoprire ruoli tecnici e direttivi sempre nel settore della moda.
Sono gli illimitati paesaggi magrebini e presahariani che la conducono attraverso sperimentazioni cromatiche e materiche.
Il ritorno in Italia nei primi anni 2000 coincide con l'avvio della direzione artistica dello spazio espositivo presso l'Ecomuseo dell'Alabastro di Castellina Marittima. Espone nel frattempo a Livorno (Effetto Venezia, 2001), Pisa (ITART, 2003, citazione di merito da parte della giuria presieduta da Bruno Pollacci), Firenze (Consiglio Regionale della Toscana, 2004), Castellina Marittima (Ecomuseo dell'Alabastro, 2006 e 2008), Cascina (Euro Hotel, 2007). La produzione diventa eclettica e gli spunti si moltiplicano nei contenuti e nei media impiegati. Nasce così un corpus eterogeneo che si articola per pittura, scultura, fotografia, video art, installazioni e performance, che hanno animato e sostanziato le mostre personali (Tunisia, 2001, Cecina 2004 e 2005, Livorno 2004 e 2006, Asciano di Siena, 2008) e consentito partecipazioni e riconoscimenti prestigiosi in Italia (2° premio sezione video, Premio Arte Donna, Provincia di Livorno, 2009) e all'estero (Concorso d’arte “Premios de la IX Mostra Internacional UNION FENOSA”, A Coruña, Spagna, 2006; Salone “Art du Nu 2006”, Espace Champerret, Parigi). Negli ultimi anni ha realizzato lavori di grafica editoriale e pubblicitaria, dedicandosi altresì al settore tessile mediante l'ideazione e la creazione di disegni per stoffe.
Le sue opere si trovano in collezioni private in Italia e all'estero.
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